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Food – Sofficità e Qualità – Correzione cromatica e Sviluppo Fotografico

Tempo fa mi sono trovato a fare delle fotografie in una pasticceria di Milano, e vorrei mostrare quanto si può rimediare con il foto-ritocco ad una fotografia fatta in maniera veloce e senza tutte le luci adatte al caso. Introduco in questo modo anche due caratteristiche del food: la sofficità e la qualità. Guardiamo le prime due immagini:

L’unica differenza tra la prima e la seconda è che la seconda è stata corretta cromaticamente. Non sono state fatte due fotografie. Nella prima immagine la luce non attraversa il pasticcino o lo attraversa solo in un punto in alto dove finisce la crema, mentre nel secondo sembra che la luce attraversi anche al centro il pasticcino. Quasi come se ci fosse uno spot nascosto dietro ad illuminare solamente lui. E’ un po’ come quando si guarda il palmo della mano attraverso una lampadina, o il burro quando si è a tavola. Succede che i colori diventano molto più saturi e sembra appunto che la luce passi attraverso la materia, la sostanza del prodotto. Ora vi faccio una domanda io, quando guardiamo il burro in contro luce a tavola, e vediamo che si schiarisce e si satura di colore, tutto questo non ci garantisce che è soffice? Non ci garantisce che se prendiamo il coltello lo possiamo spalmare sul panino? Ecco ora immaginiamoci che questo pasticcino sia così morbido e soffice per il nostro palato che la luce attraversa la sua materia facendoci immaginare il suo sapore. Il primo pasticcino appare di una certa consistenza mentre il secondo potrebbe avere la crema e la pasta frolla così soffici che potrebbe essere molto più buono di quanto ci immaginiamo.

Per chi se lo chiedesse queste correzioni sono state fatte solamente in RGB.

E per finire analizziamo la fotografia. Lo scenario è piuttosto casalingo o da laboratorio, c’è moltissima luce attorno, e per quanto il pasticcino sia molto colorato come sua caratteristica, trovo che sia più adatta in questo scenario una immagine più satura e con la luce più drammatica dove le ombre e la luminosità questa volta sono sostituite dai colori più intensi. Viene molto più in fuori il prodotto e la luce attorno non mi acceca come succede nella prima immagine (ricordo pur essendo la stessa immagine duplicata).

Qualche giorno fa ho postato un articolo che parla dello sviluppo della fotografia digitale. Si qualcuno può dire che non esiste lo sviluppo in fotografia digitale, ma si è tanto discusso su dove deve arrivare un fotografo e dove comincia il lavoro del foto-ritoccatore che mi sono permesso di esprimere la mia opinione a riguardo.

Prima di proseguire vorrei che vi leggeste questo mio articolo in modo da capire cosa sto per dire.

Il lavoro del fotografo, oltre al fatto puramente tecnico, deve saper descrivere, con il taglio fotografico, con i contenuti, dei significati che fanno della sua fotografia una opera d’arte. Questo deve saper fare, non deve saper fare una bella foto delle vacanze, ma ogni sua foto deve essere una opera d’arte. Io suppongo che chiunque sappia cosa sia una opera d’arte, ma per definirla in poche parole, perché io possa definirla opera d’arte, deve sapermi creare delle emozioni attraverso i significati che mi trasmette guardandola.

Per tornare sull’argomento dove deve arrivare l’arte del fotografo, secondo me deve arrivare fino al suo sviluppo fotografico. Il suo sviluppo non è solo il trasformarla da un file raw ad un file psd, ma deve saper gestire i canali RGB in modo che (senza cambiare o modificare l’immagine nativa), si adatti meglio al contesto dove deve finire. Bisogna sempre tenere conto di questa cosa, mai dimenticarsene, come bisogna tenere conto delle dimensioni di sviluppo. Da li in poi è tutto lavoro del foto-ritoccatore. Per cui secondo me il buon fotografo deve conoscere anche questa tecnica di sviluppo che ho mostrato nel mio articolo precedente. E così si completa la professione del fotografo. Detto questo però il buon foto-ritoccatore non solo deve conoscere come si fa una fotografia, come si posizionano le luci, ma sa che la sua arte è nel tirare fuori anche lui un racconto da dentro l’immagine elaborata (ad esempio la bontà che mi descrive questo pasticcino), come in questo esempio che ho fatto sul food.

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